Banca Sella ha chiuso il 2025 con un utile netto di 158,5 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 170,2 milioni di euro dell’anno precedente (-6,9%). Il ROE annualizzato si è attestato al 14,3% (era 17,3% a fine 2024). Al 31 dicembre 2025 il Cet1 ratio si è attestato al 23,20%, in aumento di 251 punti base rispetto al 20,69% registrato al 31 dicembre 2024 (era 21,29% al 30 settembre 2025). La crescita è principalmente riconducibile al contributo positivo dell’autofinanziamento e agli effetti della cartolarizzazione sintetica (Significant Risk Transfer) perfezionata nel quarto trimestre dell’anno, che ha determinato un beneficio di 193 punti base. L’operazione si inserisce nell’ambito delle misure di ottimizzazione del capitale finalizzate a sostenere i piani di crescita e sviluppo della Banca e del Gruppo, anche in relazione all’acquisizione, annunciata lo scorso novembre, del 50% del capitale di Hype detenuto da illimity Bank (Gruppo Banca Ifis), operazione autorizzata da Banca d’Italia e perfezionata il 6 febbraio 2026.
Molto positivi anche gli indicatori di liquidità, ampiamente sopra i limiti previsti: LCR a 247,2%, NSFR a 162,5% (per entrambi i limiti minimi normativi sono pari al 100%).
Gli indici di qualità del credito si confermano molto solidi: il costo del rischio di credito annualizzato è pari a 18 bps (era 24 bps a fine 2024), l’Npl Ratio netto è pari all’1,2% (era 1,2%) e l’Npl Ratio lordo è pari al 2,4% (era 2,4%). L’indice Texas Ratio è pari a 18,5% (era 19,4%).
La raccolta globale al valore di mercato ha raggiunto i 43,8 miliardi di euro, con un incremento dell’8,8% rispetto alla fine del 2024. La raccolta netta globale è stata positiva per 2,5 miliardi di euro, sostenuta dalla crescita sia della raccolta diretta sia della raccolta indiretta. Gli impieghi a supporto delle attività di famiglie e imprese sono aumentati del 6,5% rispetto a fine 2024, raggiungendo i 10,4 miliardi di euro.
Il margine di intermediazione si è attestato a 683,1 milioni di euro (-1,4% rispetto a fine 2024). Il margine di interesse risulta in calo (-9,9% a 373 milioni di euro) principalmente per effetto dell’attesa dinamica di riduzione dei tassi, compensata dalla significativa crescita dei ricavi netti da servizi (+13% a 298,3 milioni di euro), trainati dall’incremento dei proventi da sistemi di pagamento elettronici (+21,3% a 97,7 milioni di euro) e da servizi di investimento (+14,3% a 101 milioni di euro). Buono anche l’andamento delle commissioni accessorie al credito e dei ricavi da banking (entrambi oltre i 30 milioni di euro e in crescita di oltre il 3%) e dei proventi da assicurativo danni (+26% a 6,8 milioni di euro). Inferiore all’anno precedente il risultato netto da attività finanziaria (-21,3% a 11,9 milioni di euro). Il Cost to Income è al 61,4% (era 58,1% a dicembre 2024).